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| 06 apr 2023 | 17:35

"I gettonisti coprono i turni più scomodi? Una menzogna". La lettera del pediatra ospedaliero: "Fanno molte notti, ma quando è comodo a loro (e non durante le festività)"

Dopo le dichiarazioni del pediatra 'gettonista' Cuffaro, attivo per alcune cooperative, arriva la risposta di un collega dipendente nel pubblico: "La realtà descritta è distorta. Le tasse sono alte? Lo sono per tutti, e proporzionalmente al reddito. Troppi turni? Il numero di turni che viene lamentato è una libera scelta del gettonista per poter viaggiare sui 8-9000 euro netti al mese. Basta essere meno ingordi e lavorare meno"

I gettonisti coprono i turni più scomodi?
di Francesca Cristoforetti

VENEZIA. "La realtà descritta è distorta. È una menzogna quella della 'copertura dei turni più scomodi', perché i nostri turni di medici ospedalieri sono costruiti in base alle disponibilità che le cooperative comunicano ai primari. Quindi Natale, Pasqua e i ponti festivi non sono mai coperti da medici gettonisti, che fanno molte notti sì, ma soprattutto quando comoda a loro, per poter incastrare più turni in più ospedali e guadagnare di più".

 

A parlare è un pediatra ospedaliero (dipendente nel pubblico) di un'Unità sanitaria del Veneto (che per tutela rimane anonimo) in una lettera inviata a il Dolomiti in risposta alle dichiarazioni del 'gettonista' Giorgio Cuffaro, libero professionista per alcune cooperative.

 

Soltanto pochi giorni fa infatti il pediatra Cuffaro, attivo in alcuni ospedali in Veneto e in Alto Adige, aveva commentato il decreto legge 34 del 30 marzo 2023, volto anche ad arginare il fenomeno delle cooperative all'interno della sanità pubblica, raccontando anche la sua esperienza personale. 

 

"A parità di ore - ha detto Cuffaro - il guadagno netto orario per un gettonista è circa il doppio di un dipendenteSenza però 13esima, senza malattia, senza congedo parentale, senza contributi pensionistici, senza tutele da parte dell'Azienda, senza ferie, con migliaia di chilometri al mese in auto per le trasferte, turni scomodi, in cui noi pediatri gettonisti siamo praticamente sempre da soli a gestire qualunque urgenza-emergenza dalla nascita del bambino fino ai 14-16 anni".

 

A questo ribatte un collega ospedaliero. Di seguito riportiamo il testo integrale della lettera.

 

Gentile Direttore,

 

ho letto l'articolo da voi pubblicato sulla sanità e sui pediatri a gettone. Sono un pediatra ospedaliero e vorrei rispondere a quanto affermato in quell'articolo. La realtà descritta è distorta dal punto di vista di chi sta vedendo sparire i propri privilegi. Noi medici dipendendi portiamo a casa uno stipendio netto di circa 2700/2800 euro + 100 euro per indennità di notte/ festivi; con 4 notti e un festivo giorno hai 500 euro in più totali al mese.

 

Questo con obbligo di lavoro esclusivo con l'azienda sanitaria, non possiamo infatti "rivenderci sul mercato privato il nostro tempo libero". Un gettonista prende 1000-1200 euro a turno di 12 ore. In alcuni periodi arrivano a fare 15-20 turni al mese, fatevi i conti. È una menzogna quella della "copertura dei turni più scomodi", perchè i nostri turni di medici ospedalieri sono costruiti in base alle disponibilità che le cooperative comunicano ai primari. Quindi Natale, Pasqua e i ponti festivi non sono mai coperti da medici gettonisti, che fanno molte notti sì, ma soprattutto feriali e quando comoda a loro, per poter incastrare più turni in più ospedali e guadagnare di più.

 

Le notti feriali beneficiano della presenza dei pediatri di base di giorno, che quindi alleggeriscono il numero di accessi notturni. Ben diverso è un weekend o il giorno festivo dove il PS è l'unico servizio in cui è presente un pediatra e viene letteralmente preso d'assalto). Gli ospedali sono inoltre obbligati a rispettare il numero di turni stabiliti per contratto con la cooperativa quindi per il gettonista il guadagno è assicurato sempre, non sono dei veri liberi professionisti come viene comunemente inteso.

 

Al contrario i medici dipendenti sono raramente chiamati a usufruire dei così detti gettoni, solo per situazioni emergenziali (esempio: una malattia dell'ultimo minuto di domenica: chi la copre? Il gettonista è già impegnato in un altro ospedale di un altra regione, nonostante sia pagato 1000 euro a turno, non viene se chiamato con così breve preavviso. Tocca al dipendente, dove il gettone viene pagato non 100-120 euro l'ora, ma 60!).

 

Le tasse sono alte? Lo sono per tutti, e proporzionalmente al reddito. Troppi turni? Il numero di turni che viene lamentato è una libera scelta del gettonista per poter viaggiare sui 8-9000 euro netti al mese. Basta essere meno ingordi e lavorare meno. Manca la 13°? Con i compensi che prende un gettonista è come se il dipendente avesse la 13° ogni mese. Mancano le ferie? Il guadagno orario è ampiamente compensato ma soprattutto il gettonista non deve chiedere al primario di firmare le ferie (il che vuol dire doversi incastrare con i colleghi o magari rinunciare); il gettonista è libero professionista e semplicemente non si rende disponibile.

 

Il gettonista ha il privilegio di essere pagato tantissimo con la certezza di essere pagato (a differenza di tanti liberi professionisti veri), senza obblighi di alcun tipo. Il gettonista infatti non appartiene a nessun reparto, e non si fa carico di nessun paziente; finite le 12 ore va altrove e non ha nessun interesse a organizzare il lavoro per chi viene dopo di lui, segurie i pazienti, rendersi disponibile per dare continuità di cura (esempio: le lettere di dimissione, il follow up dei pazienti più delicati, la compilazione della burocrazia: sono incombenze che ricadono esclusivamente sul medico dipendente perchè lavorando sempre in un reparto, le deve fare per forza!).

 

Ciò che teme il collega Cuffaro è di dover passare alla dipendenza con i doveri contrattuali che questa prevede e la retribuzione inferiore. Frasi come " dare una mano al SSN disastrato" non si possono sentire, il sistema dei gettonisti ha depredato il SSN. Basterebbe pagare un po' di più i dipendenti – non le cifre folli dei gettoni – e magicamente i concorsi non andrebbero più deserti e le finte cooperative di gettonisti scomparirebbero in breve tempo. Ci vuole solo volontà politica.

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